The Horseman di Kristina O’Donnelly

December 1, 2015

thehorsemancoverCi sono libri che sembrano fatti apposta per determinati momenti della vita. Questo, a dir la verità, non è proprio un bel momento, perché tutti siamo ancora scossi dal recente attentato terroristico a Parigi e dall’aereo russo abbattuto nei giorni scorsi in Turchia. Perché tutto questo? La domanda è angosciante ed esige certamente delle risposte, o meglio, un approfondimento sulle origini e sulle radici di alcune distorsioni culturali che avrebbero ( o hanno) potuto condurre ai tragici eventi appena citati.

Una risposta, almeno parziale, ma veritiera, sulle antiche credenze che potrebbero scatenare conflitti e terrorismo, potrebbe essere trovata in un romanzo scritto dalla premiata autrice irlandese Kristina O’Donnelly. Il romanzo, il primo di un’acclamata serie intitolata” Land of the Morning”, ovvero “Terra del Mattino”, si intitola “The Horseman”, che in italiano significa “ Il Cavaliere”.

L’autrice ha maturato la stesura di quest’opera grazie alla profonda conoscenza di diverse culture. Kristina, infatti, è nata a Roma da genitori irlandesi, è cresciuta in Turchia e oggi vive negli Stati Uniti assieme al marito. The Horseman è ambientato proprio in Turchia, un Paese oggi coinvolto nell’abbattimento dell’ aereo russo diretto in Siria. The Horseman non è però un libro sul terrorismo, ma un romanzo per capire quali siano gli errori, i paradossi e le contraddizioni culturali che hanno prodotto quella perversa distorsione chiamata proprio “terrorismo”.

L’opera mostra fin dall’inizio un scontro ideologico tra due opposte culture: Occidente e Oriente, e tra due opposte religioni: Cristianesimo e Islam. Non dobbiamo dimenticare che la Turchia è proprio il luogo in cui questi diversi mondi si incontrano. Situato geograficamente in Europa, questo Paese è stato per secoli la patria dell’Impero Ottomano, quindi musulmano, e la culla della religione cristiana. Proprio a Costantinopoli, oggi Istanbul, l’imperatore Costantino ammise il culto del cristianesimo all’interno dell’Impero Romano.

Grazie alle sue abilità narrative, l’autrice fa incontrare questi mondi contrapposti attraverso unappassionante storia d’amore tra una ragazza occidentale, Ariadne ( Arianna), e due uomini che per certi versi sono un riflesso della società e della cultura turca: il famoso giornalista turco Burhan Bey e il professore di sociologia Mehmet Ali Mesut, appartenente alla comunità curda. Il conflitto tra Turchi e Curdi è da anni al centro dell’interesse internazionale e questo romanzo cerca proprio di approfondire le diversità ideologiche, sociali e culturali delle due comunità che popolano la Turchia.

La protagonista del libro, Arianna, è la figlia 17 enne di un famoso architetto e di una professoressa universitaria appassionata di esoterismo e reincarnazione. Questa famiglia, di origini irlandesi, ma residente negli Usa, si reca in Turchia per motivi di lavoro. Durante l’esplorazione delle rovine di un sito archeologico turco, Arianna viene rapita da un misterioso ragazzo e poco dopo salvata da un altrettanto misterioso cavaliere curdo. Il salvatore si chiama Mehmet Ali Mesut, professore universitario impegnato a migliorare le condizioni del suo popolo.

L’uomo è anche il fratello di una sedicenne, Leyla, che si accinge a sposare un uomo più vecchio di lei. In questa fase del romanzo, l’autrice mostra la prima contraddizione: un uomo che lotta per la libertà ma che accetta di veder sposare la propria sorella ancora adolescente con un uomo anziano. Alla fine, il matrimonio non si farà a causa del gesto disperato della futura sposa: la ragazzina, infatti, si suicida.

La vicenda raccontata nel libro tocca anche un altro tema scottante: quello delle spose bambine. In diverse parti del mondo, ragazzine di 15, ma anche di 14 e 13 anni, vengono costrette a sposarsi per una errata tradizione o concezione religiosa. Nel frattempo, Arianna affronta un’esperienza lavorativa presso il più importante quotidiano turco. Il suo tutor è il famoso giornalista Burhan Bey, che è anche l’idolo di Arianna.

Tra i due nasce un’attrazione amorosa e questo complica un po’ le cose, perché, anche Mehmet Ali Mesut si innamora di Arianna, rivelandosi geloso del lavoro della giovane e del suo rapporto con il giornalista Burhan Bey. Il cavaliere curdo vorrebbe che la sua amata non lavorasse, mentre la giovane Arianna mostra aspettative e ambizioni tipiche delle donne occidentali.

In The Horseman, dunque, gli uomini turchi vengono mostrati in tutte le loro sfaccettature culturali e in tutte le loro contraddizioni, a partire da quelle sul ruolo della donna, fino alle più complesse questioni politiche che hanno messo turchi e curdi uno contro l’altro. Lo studio della madre di Arianna sulle antiche religioni riesce anche a far luce, attraverso un mix di antiche leggente e credenze, sugli aspetti controversi delle diverse ideologie religiose, dove aleggia anche l’incubo delle guerre sante, che, purtroppo, di santo, hanno ben poco.

The Horseman è, dunque, un libro da leggere, anche in inglese ( vedi la recensione in questa lingua) e su cui riflettere. Una fiction, dove lo sfondo di una storia d’amore mostra che solo questo sentimento può salvarci dagli errori e dall’odio. The Horseman, in fondo, è un libro per capire e affrontare, con amore e rispetto, tutte le sfide che il futuro ci pone.

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