Recensione The Last Train di Michael Pronko

June 13, 2017

review the last train michael pronkoVi siete mai chiesti quali siano i vizi e le perversioni degli uomini di potere o come spendano i loro soldi, quelli dell’alta finanza o magari quelli che godono di sostanziose rendite mensili che i comuni mortali possono solo, lontanamente, sognare? Ecco, se volete trovare risposte a queste domande, vi invito a leggere l’ultima fatica letteraria dello scrittore americano Michael Pronko, autore del primo volume della serie poliziesca “The Last Train ”. L’opera, per il momento, è disponibile solo in inglese, ma invito caldamente, vivamente e caramente, tutti gli editori italiani ad acquisire i diritti per tradurre il romanzo in italiano e per distribuirlo in Italia. Il romanzo, un giallo in piena regola, ambientato in una Tokyo moderna e spietata, racconta le indagini e la vita di un poliziotto giapponese che ha lavorato per anni negli States: Hiroshi Shimizu.

 

Quando questo detective nipponico viene convocato a Tokyo dal suo capo Takamatsu, per indagare su una strana catena di omicidi o suicidi di uomini d’affari stranieri alla stazione ferroviaria della città, al lettore viene mostrata tutta la crudeltà e spietatezza della civiltà moderna, ormai fondata solo sul denaro, sulla logica degli affari e sui vizi degli uomini di potere. Sono proprio questi ultimi che vengono misteriosamente assassinati e gettati sotto il treno in corsa, mentre si stanno recando a lavoro, al loro solito lavoro, dove in pochi secondi possono guadagnare cifre da capogiro. I loro corpi vengono fatti a pezzi sotto le rotaie, mentre controllori e macchinisti sono incapaci di frenare e di evitare la morte violenta delle vittime. Omicidi? Suicidi? Questa la domanda che assilla il personaggio principale del romanzo, Hiroshi, un detective moderno, ma con l’intuito e l’arguzia di uno Sherlock Holmes alla vecchia maniera.

Un testimone ha notato, in lontananza, una donna, proprio mentre un uomo d’affari americano veniva spinto sotto le rotaie del treno. Sfortunatamente, per la cultura giapponese, è improbabile che una donna si trasformi improvvisamente in un’assassina. Nella ricerca del colpevole, però, Hiroshi e il suo capo sono costretti a cercare anche nei meandri della mente femminile, incrociando personaggi inquietanti, seducenti e misteriosi, come la bella Michiko, figlia del proprietario di una fabbrica giapponese ucciso da un’auto in corsa. La donna è cresciuta con un padre dedito solo agli affari, un capo alla guida di moltissimi operai dove il lavoro viene prima di tutto.

La ragazza , stranamente, assiste al funerale della prima vittima gettata sotto un treno, l’americano Steven, un uomo d’affari che potrebbe essere stato punito per una brutta faccenda di spionaggio industriale. Tratteggiando uno sfondo prettamente moderno e caotico, come può essere quello della metropoli di Tokyo, l’autore ci conduce in tutte le grandi contraddizioni e storture dell’epoca moderna, dove il denaro non è più un mezzo, ma solo un fine, dove anche le anime, non solo le persone, sono sempre, costantemente in vendita, così come lo sono le adolescenti con i tacchi alti e le ciglia finte che il detective Hiroshi incontra fuori dai locali e dai centri commerciali. Giovanissime e ipertruccate, queste adolescenti sono impegnate ad ammiccare ai passanti e a distribuire volantini dove si vende di tutto, anche serate in compagnia di donnine pagate per allietare potenti annoiati e viziati dall’eccesso del loro denaro.

Questi ultimi, infatti, sono i clienti più remunerativi di night club nipponici dove cubiste nude vengono pagate a peso d’oro semplicemente per urinare addosso a questi fantomatici uomini di potere. Il capitolo che descrive questo vizio, mi ha particolarmente impressionata, così come l’intero romanzo, perché mi ha messa di fronte ad una realtà che non conoscevo, ovvero quella dell’alta finanza, di un mondo perverso dove girano troppi soldi, tanti vizi e poca umanità. “ Ecco come spendono il loro schifoso denaro gli uomini di potere” , mi son detta mentre leggevo l’edizione inglese del libro. “Invece di gestire saggiamente le loro rendite ed i loro guadagni, si permettono di pagare anche 30 mila euro per farsi pisciare addosso da donnine nude, mentre i comuni mortali si dannano per arrivare a fine mese!”.

Il romanzo presenta uno spaccato realistico di un modo troppo corrotto, vizioso e globalizzato. Per questa capacità creativa di trasformare la realtà in finzione letteraria, ritengo che quest’opera sia assolutamente da tradurre in italiano e da leggere. Invito gli editori italiani a contattarmi per avere maggiori informazioni sull’autore. Michael Pronko è un insegnate di inglese americano che vive e insegna a Tokyo. I suoi romanzi hanno già riscosso un ottimo successo di critica e pubblico negli States. Sono certa, che con una traduzione in italiano, The Last Train, ovvero L’Ultimo Treno , otterrà lo stesso successo anche Italia. Tradurre per credere!

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