Recensione in Italiano di Figures the One Must Go di Victor Living

May 18, 2018

best selling philosophy booksFigures of the One Must Go: Symbolical Logo-roots è un libro filosofico in lingua inglese che suddivide la filosofia in percorsi psicologici, spirituali, politici e non solo. Con una scrittura chiara, semplice e diretta, ma anche pungente, Victor Living, autore che vive in Florida, esplora i vizi e le storture dell’epoca moderna, analizzandoli uno ad uno. Lo fa con fermezza, ma anche con un tono poetico e musicale che solo pochi filosofi hanno. I vari capitoli del libro non risparmiano nessuno: la religione, la politica, l’economia, le relazioni tra le persone.

Ogni ambito della vita umana e moderna è attentamente criticato e spiegato, per offrire spunti di riflessione a un’umanità piagata dai problemi del mondo e della vita quotidiana. Vi siete mai chiesti perché ormai siamo tutti indifferenti, disattenti e superficiali? Di chi è la colpa? Queste sono solo alcune delle domande che possono trovare risposta in un libro filosofico come quello di Victor Living.

Con una sensibilità più unica che rara, l’autore ha raccontato la tragedia dell’11 settembre, vista e subita in prima persona. Lui è un ingegnere che si è trovato a dover lavorare con le macerie generate dall’esplosione delle due torri gemelle. Un’esperienza così dura e traumatica, ti cambia la vita. E l’autore, quel cambiamento interiore lo ha trasmesso tutto nel suo libro, che, a sua volta, è diventato un valido strumento di cambiamento interiore per ognuno di noi.

L’opera è un saggio fermo e lucido sul mondo di oggi, sul capitalismo, sulle distorsioni dell’era digitale e dell’economia di mercato. Si parla anche di matrimoni gay, di sfruttamento del lavoro e di come superare le differenze tra i popoli e le persone. Si prende spunto dalla fede in Dio e dai principi filosofici che essa contiene. L’opera è moderna, geniale e presenta quella stessa società liquida raccontata dai grandi filosofi italiani. Non bisogna però escludere i pensatori stranieri, perché, da differenti punti di vista, può sempre nascere qualcosa di buono.

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